Il russo di Cetara

A Cetara una mano lascia un ramo di limone accanto a belle donne che sognano notti di passione.
Sulla spiaggia il tenente Calabria osserva il corpo di Ester e il suo sangue. Più in alto ‘il russo’ studia le stelle, fra le sue dita forti un sigaro e il destino beffardo.

 

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Suvvia

«Un rarissimo esempio di romanzo per tutti letterario-giallo-fantascientifico, caratterizzato da una trama avventurosa e che suscita curiosità, chiara, coinvolgente, ben costruita ed espressa in uno stile deciso, identificabile, elaborato ma non esibito né reso forzatamente astruso, nebuloso e irrisolto come certo sperimentalismo postmoderno di oggi. Questo, insieme a delle riflessioni implicite (mai esplicite) sulla nostra epoca che fanno pensare il lettore senza opprimerlo, con tutto il garbo, l’eleganza e l’intelligente leggerezza della favola e della filastrocca. Sozi sembra aver fatto tesoro dell’insegnamento stilistico e della capacità di elaborare intrecci avvincenti che furono di Italo Calvino, Dino Buzzati e Raymond Queneau.» —F.M. Buattini

 

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